Oliveto Citra

Oliveto Citra
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Stretto intorno alla mole del suo castello normanno, Oliveto Citra ha ben conservato la sua struttura d’impianto medievale, fatta di vicoli e strade strette.
Allocato a circa 350 mt. s.l.m., oggi con circa 4000 abitanti, sorge sulla sponda destra del fiume Sele ed è caratterizzato da un’economia agricola e commerciale.
L’attuale abitato di Oliveto Citra domina l’alta valle del fiume Sele in una posizione che ne ha favorito, fin dall’antichità, il collegamento e il controllo di un percorso naturale il quale, attraverso la sella di Conza e la valle dell’Ofanto, collega la costa tirrenica al territorio irpino e daunio, ovvero costa tirrenica e adriatica.
Tracce dei primi insediamenti appartengono alla cultura di Oliveto-Cairano, come si evince dalle numerose tombe rinvenute nelle località Turni, Aia Sophia, Fontana Volpacchio, Piceglia, Cava dell’Arena, Vazze, Isca, Casale. Si tratta generalmente di necropoli datate fra il VIII e il IV secolo a.C. Il primo abitato è stato identificato nella località Civita. Successivamente gli abitanti si spostarono nell’attuale sito dove sorge il paese. I primi documenti storici che citano dell’esistenza del paese sono datati 1114, dove si parla della chiesa di Santa Maria de Faris e un documento del 1300 dove Carlo III chiede sostegno al feudatario Johannucius de Oliveto, per la guerra contro gli aragonesi. Si susseguirono numerosi feudatari nel tempo e il borgo seguì le vicende storico-politiche del Principato di Salerno.
Con l’unità d’Italia il paese prese l’appellativo Citra per distinguerlo da altri comuni.
A seguito del terremoto dell’Irpinia Oliveto ha subito una radicale trasformazione urbana.