San Gregorio Magno

1. Chiesa Madre

Nel luogo dove ora sorge la Chiesa Madre esisteva, già a partire dal IX secolo, una chiesetta con varie case intorno.

In seguito fu ampliata grazie al contributo degli abitanti del paese, portando “… una pietra ciascuno la mattina e la sera”. La parte più antica dell’edificio è una piccola cappella benedettina, diventata poi cripta di epoca alto-medievale, orientata perpendicolarmente all’asse della nuova chiesa.

In seguito al sisma, che interessò un territorio che comprendeva circa 56 comuni sulla dorsale appenninica compresa tra l’Irpinia e la provincia di Potenza, dell’8 settembre 1694, e che causò circa 6.000 morti e danni ingenti anche al patrimonio ecclesiastico, i vescovi chiesero aiuto al Vaticano per la ricostruzione delle chiese. Dalla relazione ad limina datata 19 gennaio 1728 di Francesco Paolo Nicolai, arcivescovo di Conza dal 1716 al 1731, veniamo a sapere che “…  la chiesa parrocchiale sotto il titolo del santo patrono “… fu completamente riedificata tra il 1716 e il 1719, raggiungendo la grandezza e lo splendore di una nuova chiesa cattedrale. (A. S. V., Rel. Ad limina. Conza, f. 274v.)

Soltanto nel 1727, terminati tutti i lavori, sulla facciata, scandita da tre portali, di chiaro stile roccocò, vi fu apposta l’iscrizione in latino ancora leggibile, di cui ne diamo la traduzione: “All’Ottimo e Sommo Iddio. Con l’aiuto della Vergine Celeste, sotto la protezione di San Gregorio Magno, essendo papa Benedetto XIII e regnando Carlo III, su ordine e deliberazione di Francesco Nicolai, arcivescovo di Conza, il popolo gregoriano, con gioia e in segno di fede, riedificò e consacrò questo tempio, nell’anno del Signore 1727”

La chiesa si presenta altresì dotata di uno splendido campanile, in stile vanvitelliano, di pietra e mattoni rossicci incastonati nella muratura, (il campanile, al tempo della visita pastorale dell’arcivescovo Giuseppe Nicolai , 1742, non era stato ancora edificato)

Le notizie disponibili si fermano al giugno 1742, anno della visita pastorale dell’arcivescovo Giuseppe Nicolai, quando nella chiesa c’erano 10 altari oltre ad altri da erigersi, l’altare Maggiore completamente in marmo aveva una rendita molto alta, mentre completamente sguarnito e privo di rendita era l’altare di San Giuseppe, all’epoca c’era anche un coro di noce artisticamente scandito da diciannove stalli, il fonte battesimale lapideo, con il suo ciborio, tre confessionari e nella relazione si parla anche della visita fatta alle reliquie dei Santi e in modo particolare ai frammenti ossei di San Gregorio, custodite nella loro teca, munite di sigillo e autenticate da lettere …

2. Chiesa Madonna di Loreto e San Vito Martire

Questa Chiesa, dedicata al culto di San Vito Martire, venne distrutta dal terremoto del 1980 e ricostruita con caratteristiche ben diverse da quelle originarie.

Anticamente questa chiesa era dedicata a Santa Maria di Loreto ed era giuspatronato della famiglia di Leo che, nel sec. XVII, al tempo della peste (1657) raccolse molte offerte per la sua costruzione

3. Torre di San Zaccaria

La Torre di San Zaccaria, torre saracena, nono secolo c. a., è uno dei monumenti in pietra più antichi di San Gregorio Magno. I resti sono tutt’oggi visibili fuori dal paese, sul territorio che un tempo ospitava il villaggio di San Zaccaria distrutto nella seconda metàdel 1400 da Giorgio d’Alemagna, conte di Buccino (Salerno) e signore di vari feudi in Principato Citra, dal 1407 alla sua morte (1467/1468), durante i disordini che seguirono la congiura dei baroni.

4. Chiesa Madonna delle Grazie

5. Torre Angioina

6. Chiesa della SS. Annunziata

7.  Croce monumentale del XVII secolo in piazza Croce

8. Monumento ai caduti

9. Fontana ”Il Ferrante”