Buccino – eventi

Historiae Volceiane

La manifestazione Historiae Volceianae, solitamente in programma a metà agosto, propone rievocazioni che proietteranno il visitatore in periodi diversi della storia dell’Uomo, epoche documentate dai reperti custoditi nei 1600 metri quadrati del Museo Nazionale “Marcello Gigante”, dove è possibile ripercorrere la vita della cittadina, che batteva anche una moneta propria, dalla preistoria fino al I secolo dopo Cristo. I materiali esposti più importanti sono la tomba degli ori (III sec. a.C.), il pavimento di mosaico a tessere (risalente al IV sec. a.C.), il cratere raffigurante la parodia del “Ratto di Cassandra” firmato dal ceramografo pestano Assteas.
Molti altri i pezzi rilevanti, dal punto di vista emozionale, come le sepolture dei bambini, l’armatura del guerriero dove è evidente il taglio della spada che, probabilmente lo uccise, il forno, gli utensili di tutte le epoche, anche quelli per il trucco femminile e moltissimi altri.
In questi giorni tra le strade di Buccino si possono incontrare legionari e artigiani del medioevo intenti, questi ultimi, ad eseguire tecniche di fusione e di lavorazione litica per la realizzazione dei manufatti in epoca protostorica. In una buca “a cielo aperto” viene pompata aria con il mantice in pelle, strumento fondamentale ed essenziale per riuscire a portare la temperatura di un normale fuoco da campo (600° – 700°) a 1180°, temperatura necessaria alla fusione del bronzo da cui si ottengono poi non solo oggetti in bronzo, ma anche vasi di argilla o indumenti in lana e pelle.
E la storia diventa momento di grande spettacolo. Ma non è tutto. Nei tre giorni della manifestazione buccinese i legionari della IX Legio teatralizzano attimi della vita romana, dando vita ad una “rissa in taverna”, ad una”caccia al ladro”, un “duello” ed una “scaramuccia”.
Da sempre la vita degli uomini si è alimentata di racconti fantastici in cui Dei ed Eroi erano guidati da sentimenti, spesso anche opposti, come il coraggio, ‘odio, la vendetta. E l’amore.
Quest’ultimo quasi sempre risultato di imprese straordinarie. Amori, miti e vite degli uomini sono al centro de “Historiae Volceianae”.

 

Volcei Wine Jazz

L’iniziativa si svolge a Buccino solitamente a metà agosto, all’interno di un chiostro del 1400, sede del Museo Archeologico Nazionale di Volcei, che custodisce al suo interno molti elementi che richiamano il rituale del vino in età antica, ovvero il simposium che si espletava tra spettacoli, vino e musica, quale fulcro della società di quel tempo. Tra i molti reperti presenti nei 1600 mq d’esposizione, particolare è l’iscrizione del II sec. d.C. relativa ad un PHYSIKOS OINODOTES, ovvero un medico che proponeva guarigioni a base di vino. Il tutto richiamato dalla sala da banchetto con il suo originale pavimento a mosaico di IV sec a.C che risulta essere il più antico dell’Italia Peninsulare . La manifestazione è nata per celebrare il connubio tra un luogo di cultura quale il Museo e la saggezza del buon bere il vino, accompagnato dalle performances di ottimi musicisti jazz ed istallazioni artistiche.

 

Festa patronale “Maria SS. Immacolata”: prima domenica di luglio

“Si era sul finire del mese di giugno del 1537, quando il popolo di Buccino (Salerno) era decimato da fierissima pestilenza detta la peste nera.
Animato dalla fede più viva, il popolo afflitto invocava i suoi santi protettori e i templi risuonavano ogni giorno di preghiere e di pianti. Ma Iddio voleva che maggiormente splendesse la gloria di Maria Immacolata e il culto di Lei divenisse la prima e più grande aspirazione dei fedeli buccinesi.
Un giorno si vide accorrere una gran folla al romitaggio di S. Mauro, situato a poca distanza dalla città, in una piccola valletta e poco dopo essa era di ritorno, recando processionalmente quella bellissima statua dell’Immacolata che ora si venera nella chiesa di S. Maria Delle Grazie. Come per incanto la peste cominciò a diminuire e, ai primi giorni di luglio era cessata del tutto.
La statua fu collocata nel tempio annesso al Convento dei Riformati, levandosi maestosamente ai piè di una ridente collina, e fu stabilito di celebrare la festa solenne la prima Domenica di luglio per eternare la memoria di quel miracolo.” (Cfr. Mons. M. Fernicola: novena alla beatissima Vergine, a cura di don Antonio Volpe – Buccino IV edizione 1996).
La festa annuale si celebra sempre la prima domenica di luglio portando in processione la statua della Vergine SS. Immacolata per tutte le vie del paese, mentre l’otto dicembre, la stessa processione gira per le sole strade del borgo, quartiere in cui è posto il Santuario della Madonna delle Grazie.
Un solenne novenario, dedicato all’Immacolata, apre i festeggiamenti e prepara i fedeli alla celebrazione solenne della festa che è molto sentita e vissuta, non solo dai buccinesi residenti, ma anche dai concittadini emigrati in altre nazioni o in altre zone d’Italia.
Il giovedì che precede la prima Domenica di Luglio, con una cerimonia, tramandata da una usanza antichissima, i vestiti della Madonna, dalla Chiesa Madre, vengono portati, su apposite portantine dalle “Figlie di Maria”, al Santuario dimora della Madonna, così come anticamente, veniva portata e accompagnata, trionfalmente, la dote della sposa, dalla sua casa a quella dello sposo. A questa manifestazione non partecipa il clero in quanto non è ritenuta una processione, ma una manifestazione di filiale affetto.
Il venerdì, prima dell’alba, le Figlie di Maria vestono la Madonna con i vestiti “della festa” per poi essere esposta sul suo trono.
La festa dell’Immacolata a luglio, è veramente la festa di tutti i buccinesi e, proprio perché è di tutti, non ci si dimentica dei defunti con la celebrazione di una S. Messa al cimitero con viva partecipazione del popolo.
Un altro appuntamento interessante che affonda le radici al tempo dell’Antiva Volcei, è la processione della “Guglia” , un usanza legata alla vita del castello situato sul punto più alto di Buccino.
Il castello non era solamente un centro che gestiva la vita politica ed amministrativa della comunità, era anche centro di incontro tra aristocratici e latifondisti e, gli incontri, politici o montani, accompagnati da sontuose feste, da succulenti pranzi e serate danzanti, erano una gioia per tutti.
Affinché la “notificazione” della festa arrivasse a tutti, anche ai poveri diavoli isolati nelle campagne abbandonate, l’eccellentissimo castellano faceva girare per i vichi, una torre fatta di tela trasparente al cui interno un tizio manteneva il “moccolo” affinché tutti vedessero la luce e quella luce annunziava ai poveri che al castello si banchettava e si ballava. Ai poveri contadini il privilegio di poter sognare e contentarsi dell’”acquolina” in bocca seduti, con l’immaginazione, a fianco del signor castellano. C’è chi definisce la storia una giustiziera: son finiti i castellani e son crollati i castelli, restano
La festa dell’Immacolata a Buccino, per capirla, bisogna solamente viverla, partecipando alle manifestazioni religiose, a quelle civili, osservando le bande, gli addobbi, i fuochi.

 

San Vito

Festa del rione San Vito in onore del Santo martire compatrono della città, celebrata il 15 giugno. Ogni anno in questo giorno la festa liturgica in onore di San Vito martire prende il via alle 9 con la messa e la benedizione del pane presso la chiesa di Sant’Antonio in via Conceria, poi alle 10,30 la funzione viene ripetuta nella Chiesa Madre nel centro storico.
Dopo la processione del pomeriggio, inizia la festa civile, con uno spettacolo musicale e con i fuochi pirotecnici.

 

Festa Madonna del Carmine

La solennità della Beata Vergine del Carmine si celebra il 16 luglio, in ricordo dell’apparizione e della consegna dello scapolare a S. Simone, con un fitto programma religioso. Inoltre in quei giorni a Buccino, in piazza S. Francesco, tanti sono gli eventi organizzati per la festa civile: spettacoli musicali, fuori pirotecnici, sbandieratori e tanto altro.